Progetto n.5/2009, adottato dall'Associazione Trentina Fibrosi Cistica onlus, in ricorco di Anita Furlini

Progetto di ricerca scientifica n. FFC 5/2009

Valutazione funzionale di CFTR nei leucociti circolanti di soggetti umani: un nuovo strumento per la diagnostica e la ricerca clinica.

Responsabile Dott. Claudio Sorio ( nella foto con alcuni collaboratori)  Dip. di Patologia Generale  - Sez. Patologia generale Università degli Studi di Verona.

Partners:  dott.ssa Paola Melotti ( Centro Regionale Fibrosi Cistica _ Azienda Ospedaliera di Verona)  dott. Rosario Buffelli ( Dip. di Scienze Neurologiche e della Visione - Sezione Fisiologia - Università degli Studi di Verona

Ricercatori coinvolti: 11

Durata anni: 2

Finanziamento: € 45.000,00

Adottato parzialmente da : Rotary Club Trentino Nord e Tomasi Gioielli Trento ( Una Chiave per Amore) per € 38.340,00

Adottato parzialmente dall' Associazione Trentina Fibrosi Cistica Onlus  per € 6.660,00

Obiettivi:

Dati preliminari confermano la possibilità 1) di studiare con una metodica rapida e quantitativa l'espressione di CFTR nei monociti, rendendo possibile l'analisi della funzionalità di CFTR nelle cellule del sangue. Tali risultati sembrano discriminare non solo gli individui sani dai soggetti omozigoti Cf ma permette anche di riconoscere, a differenza di altri metodi, anche i soggetti eterozigoti, cioè portatori sani del gene. Inoltre, i risultati ottenuti dall'analisi dei monociti hanno corrisposto in larga misura a quelli ottenuti dall'analisi dei potenziali nasali.
Questo nuovo approccio permette di lavorare con una metodica minimante invasiva  ( un prelievo di 5-10 cc di sangue venoso periferico ), facilitando la valutazione dell'attività di CFTR in tutti quei casi  rilevanti nella ricerca clinica, comprese le situazioni difficili con diagnosi incerta di CF e, in prospettia la valutazione di farmaci che possono agire sulla funzionalità di CFTR. Lo scopo del progetto è quello di estendere e convalidare i risultati preliminari e di identificarele condizioni per una crioconservazione ottimale dei monociti e di valutarne l'adeguatezza per la suddetta applicazione.
Se la crioconservazione dei monociti darà i risultati sperati, sarà possibile effettuare scambi di materiale biologico fra istituzioni nazionali ed internazionali.