Ricordando Andrea

E' l'8 novembre 1986, quando, con largo anticipo, Andrea nasce, regolarmente.
Tutto bene, parametri nella norma... ma qualcosa non va e i medici non hanno risposte certe.
Il giorno seguente alla dimissione dall'ospedale già ci ritorniamo.
Dalla gioia alla preoccupazione.
Dopo due mesi  di esami, ipotesi azzardate, la diagnosi.
Con emozioni alterne, tra la sensazione di sollievo per una notizia certa ( finalmente sapremo che cosa non ti fa crescere, perchè il tuo respiro è così aspro) e l'ansia per l'incognita che stiamo per affrontare, ascoltiamo i medici. Sono gentili, ci dicono che ci insegneranno a farti star bene,  già... farti star bene, non di più... non potremo farti guarire: la fibrosi cistica non ti darà tregua e ti chiederà un impegno sempre maggiore per affrontare la vita quotidiana.
Il mondo intero crolla.
La vita diventa un susseguirsi di fisioterapie, areosolterapie, flebo, antibiotici, visite, ricoveri, esami, attese, domande, risposte...
La quotidianità cambia, diventa difficile programmare il futuro. Esiste solo l'oggi.
Andrea cresce, molto lentamente  nel fisico, velocemnte nella testa: conosce la sua situazione , a volte ha paura, ma la cancella subito con il suo ottimismo e con la gioia di vivere: "Mamma, la vita è così bella, voglio goderla al massimo."
Il nostro tempo è tutto per lui e non solo per le cure continue.
Per lui sono tutti amici, per tutti c'è una parola buona, soprattutto per mamma e papà; è consigliere e modello da imitare per la cuginetta Giulia.
Ama leggere e disegnare, vuole diventare geometra. Nel poco tempo libero gioca a pallacanestro nell'Oleggio -basket.
La montagna è la sua passione: ama passeggiare lungo i sentieri, ma sempre più spesso questo si rende impossibile per l'aggravarsi delle sue condizioni.

La fibrosi cistica è una malattia che colpisce ogni organo vitale, riducendone progressivamente la funzione, ma non inibisce il cervello.

Il 17 settembre 2001 Andrea ha scelto di dire " basta"
La malattia ha vinto, ma con lui non ha avuto vita facile.

Mamma e Papà.

 da " La scuola fa la differenza " pag.5