Progetto n.16/2008, adottato dall'Associazione Trentina Fibrosi Cistica onlus, in ricordo di Marika Tomasi.


 
Studio osservazionale sulle complicanze degli accessi venosi centrali totalmente impiantabili, tipo Port, nelle persone affette da fibrosi cistica. 

 

 

Responsabile: dott. Alberto Dal Molin ( foto ) - (Ospedale Meyer - Dip.to Pediatria, Firenze)


Partners:
dott.Cesare Braggion (Centro Reg. Toscano Fibrosi Cistica - Dip. Pediatria - Osp. Meyer - Firenze) dott.ssa Maria Lucia Furnari (Centro Reg. Fibrosi Cistica - Ospedale dei Bambini "G. di Cristina" - Palermo) dott.ssa Vincenzina Lucidi (Servizio di Supporto FC Ospedale Bambin Gesù - Roma), dott.ssa Elena Rizzi (Centro Reg. FC - Verona) dott.  Pietro Cialdella (Centro Reg. FC - Cerignola)

Ricercatori coinvolti: 13

Durata: 1 anno

Finanziamento: € 20.000

Obiettivo: ricavare dati clinici ed epidemiologici circa l'uso del catetere venoso centrale nei malati FC: rischi clinici correlati, comparsa di complicazioni (infettive, tromboemboliche, occlusive), criteri per il suo inserimento. Si tratta di uno studio osservazionale prospettico nel quale saranno implicati diversi centri FC italiani. La previsione è di includere nello studio circa un centinaio di malati FC portatori di catetere venoso centrale e di seguirli nell'arco di 12 mesi. Particolare attenzione sarà dedicata allo studio della correlazione fra comparsa di complicazioni e variabili cliniche e/o assistenziali, quali per esempio le diverse tecniche infermieristiche utilizzate per l'inserimento e la manutenzione del catetere centrale. 

Risultati

Studio osservazionle sulle complicanze  degli accessi venosi centrali totalmente impiantabili, tipo, Port, nelle persone affette da Fibrosi Cistica.

Verona, 11 Febbraio 2010

Stato di avanzamento progetto 16/2008

L'uso dei dispositivi vascolari totalmente impiantati (TIVAD) o PORT, nelle persone con Fibrosi Cistica ( FC ) è aumentato negli ultimi anni grazie ai vantaggi che questo presidio garantisce rispetto ai cateteri venosi centrali esterni. Tuttavia alcune importanti complicazioni possono verificarsi. L'obbiettivo principale del nostro studio è quello di calcolare l'incidenza di complicanze tardive associate ai TIVAD nei pazienti con FC.  Si tratta di uno studio osservazionale multicentrico , in cui i pazienti arruolati sono osservati per un periodo di un anno. Finora abbiamo reclutato 69 pazienti: 15 (21,7%) maschi e 5 (78,3%)femmine.  Età media 26,5 anni ( ds+-7,9). Al momento del reclutamento, la magior parte dei pazienti soffrivano di insufficienza pancreatica (87%) e il 37,7% di CFDR. La mediana di FEV1 era 42,5% e la mediana del BMI era  20,15 kg/m2. La maggior parte parte dei paziente ha un catetere PORT con una camera collocata nella zona del torace. La vena più frequentemente utilizzata e la giugulare. Al momento del posizionamento, l'età media dei pazienti era 25,2 anni ( ds+- 8). La causa più frequentemente indicata per il posizionamento è " la mancanza di vene superficiali" ma anche altre motivazioni sono state segnalate, quali la " necessità  di effettuare la terapia domiciliare" , " ripetuti accessi in ospedale " e " l'infusione di farmaci ipertonici ". Rispetto alla gestione del catetere di PORT, l'ago di Huber è utilizzato in tutti i centri per l'accesso al presidio. Il disinfettante più frequentemante utilizzato è lo iodio- povidone, anche se altri disinfettanti sono stati indicati ( per esempio: amukina e clorexdina). Per fissare l'ago di Huber sono utilizzati diversi tii di medicazione, come il cerrotto con garze o medicazioni trasparenti. Quando il PORT non è in uso, il lavaggio è effettuato ogni 90 giorni in 8 soggetti. In merito alle complicanze: il tasso di complicanze tardive registrato è del 13% (N=9) ( vedi tabella 1). In 3 casi il presidio è stato rimosso ( in due casi a causa di infezione e in un caso a causa di rottura del catetere). Il tempo medio di osservazione è di 131,3 giorni. Finora l'incidenza di complicanze è di 0,99/1000 giorni uso PORT, mentre l'incidenza di rimozione è 0,33/1000 giorni uso PORT.

Tabella 1: complicanze tardive

Infezioni 3                        4,3%
Trombosi 3                       4,3%
Occlusioni 2                     2,9%
Altre complicanze 1       1,5%

TOTALE 9                          13%

In conclusione, la mancanza di vene superficiali è la ragione più comunemente riferita per posizionare un TIVAD. I nostri risultati preliminari evidenziano come alcune importanti complicanze tardive si possono sviluppare. Tale dato risulta maggiore rispetto a quello evidenziato in un recente studio retrospettivo ( incidenza di complicanze totali = 0,58/1000 giorni).