15 Gennaio 2016

 Oggi, dopo ben 5 lunghi e tormentati mesi, finalmente ritorno a casa... Il cuore non contiene più l'immensa felicità, il naso potrà sentire ancora i vecchi profumi, le mani potranno toccare oggetti famigliari e le lacrime scenderanno dagli occhi quando rivedrò i miei parenti... E' un grande evento per me ma fino a poco tempo fa tutto ciò non era scontato.

Per ben 5 giorni rimasi inerte in rianimazione, immobilizzata su un letto in ECMO, mantenuta in vita da una macchina. I miei polmoni ormai non reggevano  più tutta la fatica a cui erano costretti lavorare, da mesi non mangiavo più qualcosa di solido, solo attraverso un sondino mi veniva somministrata una nutrizione parenterale e il mio fabbisogno d'ossigeno aumentava sempre di più.

La vita stava inerosabilmente scivolando dalle mie dita senza nemmeno che me ne rendessi conto... Chi vivevano quest'incubo ben consci della necessità di un miracolo, erano mia madre, mio padre e il mio ragazzo che mi sono sempre stati vicini e mai mi hanno  abbandonato un singolo istante, sperando sempre fino all'ultimo istante nonostante le mie condizioni fossero critiche.

in questi ultimi anni la mia qualità della vita è andata peggiorando sempre più... Poche erano le cose che riuscivo a fare da sola, anche le più semplici come allacciarsi le scarpe, a causa della funzionalità respiratoria che diminuiva sempre più, le rinunce e i  sacrifici stavano diventando sempre più insopportabili, potevo spostarmi solo grazie ad una carrozzella con al seguito l'immancabile bombola di ossigeno e spesso i sorrisi nascondevano tanta sofferenza, dolori  e tristezza perché non tutti potevano comprendere la complessità della situazione.

Le giornate erano scandite da incessanti colpi di tosse, dal fiatone perenne, dall'incertezza del domani, da aghi e infinite iniezioni per somministrare gli antibiotici che almeno per un po' avrebbero tamponato la situazione, le vene erano distrutte e i polmoni così danneggiati  che spesso nel cuore della notte mi ritrovavo a sputare sangue tingendo di rosso le lenzuola bianche del letto.
Alla fine la fatica era diventata tale da costringermi alla permanenza in casa attaccata 24h su 24h a un respiratore...

Questa era la mia vita ma sapevo che un destino diverso era previsto per me.

E infatti fu... Il 4 Dicembre arrivò la chiamata per annunciare la disponibilità di due polmoni sani, I MIEI.

L'operazione durò 10 ore lasciando tutti col fiato sospeso. Ma tutto è andato bene. La ripresa è stata veloce, le funzionalità vitali sono state recuperate velocemente, dopo un paio di giorni ero ritornata in piedi sulle mie esili gambe...

Una nuova vita per me era iniziata, quella tanto sognata e agognata! Sono viva, piena di gioia, di stupore per quante cose scopro di poter fare da sola, piena di riconoscenza per la scelta coraggiosa che la mia Persona e la sua nobile famiglia hanno preso nel giorno per loro più doloroso  decidendo di salvare me e chissà quante altre vite.
Io non so nulla di te, nemmeno un nome da ringraziare, una tomba su cui posare un fiore, posso solo sperare che la sofferenza e il dolore che sempre proveranno le persone che ti amano possa attenuarsi con i miei sorrisi, con la mia felicità, con le emozioni ce mi scoppiano nel petto ogni giorno, so solo che tu mi hai salvato e rivivi in me, con me. 

Mi impegnerò per onorare il tuo gesto e la tua memoria rendendomi testimone di questo profondo atto di solidarietà come quello commesso da tutti i donatori che hanno permesso la rinascita di tante altre persone e di tutti i miei amici che, come me, hanno percorso il mio medesimo cammino.

Eroi comuni, senza super poteri, senza nome che hanno compiuto un atto di altruismo per l'umanità intera.

                5  FEBBRAIO 2016       

E con oggi sono trascorsi due mesi esatti dal giorno del mio trapianto...
Due mesi di questa nuova VITA che da tanto bella che è quasi mi sembra irreale.
E' difficile riuscire a descrivere a parole un ... cambiamento così radicale, forse solo guardando la luce che mi brilla  negli occhi si può comprendere cosa io provi davvero nel mio intimo.
La ferita che attraversa il mio torace è ancora fresca come vivi sono ancora i miei pensieri dei momenti bui, di dolore e paura. Questi sono ricordi che rimarranno indelebili dentro di me ma che allo stesso tempo mi fanno apprezzare smisuratamente questa nuova  opportunità che ho avuto.

Il mio primo pensiero va a TE che hai reso possibile tutto ciò, a TE che grazie alla tua decisione io posso essene viva testimonianza, a TE che hai pronunciato tali importanti parole che ora mi permettono di esprimerne la gratitudine, penso ai tuoi cari che qual 4 dicembre si trovavano esattamente come i miei genitori in un reparto di rianimazione di chissà quale ospedale che speravano come i miei in un miracolo, nel risveglio del loro figlio.

Ma il destino, per quanto ingiusto e incomprensibile che sia, è stato spietato con Te e benevolo con me... I medici hanno dovuto riportare un notizia straziante alla tua famiglia mentre i medici che curavano me hanno dato un bagliore di speranza per i miei cari...

"Così va la vita" dicono in tanti non riuscendo ad ottenere risposta alcuna alle domande si accontentano di frasi di circostanza per trovare un rifugio ma secondo me c'è molto di più sotto, niente che abbia a che fare con un Dio, una religione o fede... 
Tutto sta nel puro senso della forza dell'Amore, della bellezza della Vita e delle emozioni che essa porta con se; sta poi a noi riuscire a capirle ed interpretarle nel modo giusto e nel riuscire a tessere con dei fili trasparenti ma indistruttibili rapporti unici con chi ci sta attorno.

Io e TE abbiamo il rapporto più profondo e significativo che possa esistere...

Un ricordo pieno d'Amore va anche a tutti i miei amici che ora non sono più con me : ad Alessandra, Andrea, Alice, Gabriele e Michela... Siete stati davvero in troppi...  

Ai miei nonni Antonio e Umberto e al caro Lino che da lassù mi hanno tutti aiutato.

 

Ilaria.