Sintesi dell'incontro del 5 luglio 2006 presso l'Aula Magna dell'Ospedale di Rovereto.

E. Baldo - P. Gualdi – C. Guerzoni - L. Collini
 
Nel progetto organizzativo del Centro Trentino di Supporto CF a Rovereto avevamo programmato un incontro con i Laboratori della Provincia di Trento che eseguono gli esami colturali per i pazienti CF e con il Microbiologo del Laboratorio di Verona che ha maturato accanto al Centro CF una notevole esperienza. All’incontro avvenuto presso l’Aula Magna dell’Ospedale di Rovereto sono state invitate le Associazioni dei Pazienti, i Genitori e i Pazienti adulti. Erano presenti i Laboratori di Trento e di Rovereto ed il dottor Flavio Favari del Laboratorio dell’Ospedale Maggiore di Verona, i Medici, la Fisioterapista e l’ Infermiera del Centro di Supporto di Rovereto. Il dott. Dalla Barba della Direzione Cura e Riabilitazione dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari.

PERCHE’ UN PROGETTO PER LA SORVEGLIANZA MICROBIOLOGICA IN F.C.

Nei Pazienti con F.C. alla presenza di infezione cronica viene imputato il peggioramento della funzione polmonare, specie quando in causa sono i classici batteri Staphilococco aureo, Haemophilus Inf., Pseudomonas Aer. e Cepacia. Ciò è vero solo in parte, poiché il danno polmonare è legato anche alla infiammazione cronica, che si instaura come risposta all’infezione cronica. Ma proprio per questo un controllo accurato e preciso dei batteri presenti nell’escreato ed in causa nelle riacutizzazione respiratorie è un elemento importante della strategia diagnostica. Bisogna però prestare attenzione a vari problemi:
· Una adeguata raccolta dei campioni da esaminare.
· La disponibilità e l’uso di terreni di coltura appropriati .
· Una corretta processazione dei campioni
· Un particolare attenzione ai germi più aggressivi e difficili da eradicare come lo Pseudomonas nella variante mucoide o la Cepacia.
· Una precisa valutazione della carica batterica.
· L’antibiotico resistenza.
· La possibile presenza di germi epidemici in grado di diffondere da un Paziente ad un altro e per i quali va attuata una attenta profilassi ambientale. L’incontro ha affrontato questi temi sia nel confronto fra Operatori , sia nell’incontro con i Pazienti e le loro Associazioni.

I MICROBIOLIOGICI.

Uno dei punti critici nella vita della Persona affetta da fibrosi cistica è la colonizzazione cronica da parte di alcuni microrganismi.
Il ruolo del laboratorio di microbiologia risulta essere fondamentale nella sorveglianza dei patogeni coinvolti (in particolare Staphylococcus aureus, Haemophilus influenzae, P. aeruginosa, Burkholderia cepacia complex, Stenotrophomonas maltophilia, Alcaligenes xylosoxidans, Aspergillus species, Candida species).
L’incontro organizzato a Rovereto in luglio ha permesso un confronto tecnico tra metodi di laboratorio utilizzati presso le Microbiologie di Verona (Borgo Trento), Trento e Rovereto.
Ne è emerso un sostanziale allineamento tra i tre centri per ciò che riguarda il trattamento e la processazione del campione, l’interpretazione delle colture, la successiva identificazione e profilo di sensibilità antibiotica.
Si è inoltre rimarcata la necessità di un continuo dialogo e reciproco scambio tra le tre microbiologie in modo da permettere una omogeneità di risultati ed una conseguente univoca interpretazione del referto.
Il laboratorio di Rovereto segue ormai da alcuni anni i Pazienti con fibrosi cistica che vi afferiscono, monitorandoli singolarmente. Ciascuno di loro costituisce un caso a sé, tanto che ogni campione viene segnalato al laboratorio, che dispone di un controllo dei patogeni isolati nel tempo.
Si è colta inoltre l’occasione per riassumere alcune informazioni importanti per la raccolta e la consegna dei campioni, di seguito riportate.

Campioni idonei per l’esame colturale: escreato, aspirato faringeo profondo in contenitore sterile (preferibilmente eseguiti al mattino prima dell’assunzione di cibi o bevande).
Consegna ( per i campioni raccolti a domicilio ) : presso il centro prelievi dell’ospedale S. Maria del Carmine dalle 7.30 alle 9.30.
Conservazione (solo in caso di raccolta non rinviabile): in frigorifero tra 4°C-8°C per massimo 12 ore.
Tempi di refertazione: mediamente per un referto servono 7-10 giorni.

LA RACCOLTA DEI MATERIALI DA INVIARE AL LABORATORIO: LA FISIOTERAPISTA.

Il tipo e la quantità dell’escreato rappresentano elementi molto significativi per un corretto controllo dell’evoluzione dello stato polmonare e dell’efficacia del trattamento. Un aumento e/o un cambiamento di colore delle secrezioni debbono essere segnalati. Indicano spesso un maggiore o minore bisogno di fisioterapia e sono spesso in rapporto con un peggioramento o un miglioramento delle condizioni di salute.
Si consiglia di effettuare tale controllo tramite un contenitore di plastica trasparente graduato che servirà per raccogliere l’espettorato e valutarne quantità e qualità.

Si possono distinguere tre strati che si evidenziano dopo un paio di ore:
-strato inferiore acquoso;
-strato intermedio più compatto; il colore e l’aspetto varierà in funzione della purulenza e del tipo dei germi presenti nell’espettorato( bianco, giallo, verde, marrone);
-strato superiore o schiumoso.

L’efficacia immediata del drenaggio bronchiale non è però valutabile solo in base alla presenza e alla quantità dell’espettorato: l’espettorazione, infatti, si può verificare anche a distanza di tempo dal trattamento.
Il bambino piccolo fino a un’età di 4/5 anni normalmente non è in grado di espettorare, ma deglutisce le secrezioni che verranno eliminate attraverso il vomito o le feci. Deve però essere educato ad eliminare il muco dalla bocca non appena è possibile.

La presenza di sangue nell’espettorato è il risultato in genere della rottura di piccoli vasi sanguigni, quindi l’espettorato può presentarsi con striature di sangue, oppure sangue vivo in quantità variabile. La presenza di sangue non rappresenta una controindicazione assoluta al trattamento, ma deve essere sempre segnalata al Medico.
La raccolta dell’escreato è bene che:
· sia effettuata al mattino prima dell’assunzione di qualsiasi farmaco o eventualmente della terapia endovenosa;
· a digiuno da cibo e bevande,
· dopo avere lavato il cavo orale.
· La raccolta non va eseguita sui primi colpi di tosse, ma va preceduta dal drenaggio delle secrezioni, con la tecnica fisioterapica idonea al caso, in modo da facilitare il distacco e la fuoriuscita del secreto bronchiale.

Nei lattanti un prelievo idoneo può essere ottenuto con l’aiuto di un sondino ( K31 e siringa aspirante) direttamente nel faringe in posizione supina; mentre nei bambini (dai 3 anni in su) la raccolta si effettua con sondino ( K61 N) previa ricerca ed educazione alla tosse. Dove si ritiene necessario si esegue l’aspirato naso-faringeo.
Se non si può fare diversamente, pur conoscendone i limiti, può essere utilizzato anche il Tampone rispettando le norme igieniche del cavo orale e di pulizia del naso ma soprattutto il tampone deve essere sufficientemente “ profondo “ e quindi evitato quando possibile anche perché disturba il bambino potendo risultare a volte doloroso.
Presso il Nostro Servizio di Supporto la Fisioterapista è ovviamente a disposizione per programmare ogni possibile assistenza quando la raccolta dell’escreato comportasse difficoltà o problemi.
 

         
il dott. Baldo


          
il dottor Flavio Favari